Ciao a tutti e betornati sul mio blog, forse avrei dovuto scrivere questo post un po’ prima, pensavo di averlo fatto ma in realtà mi è poi passato di mente, mi spiace davvero tanto perchè è un argomento a cui tengo molto e che contribuirà a farvi conoscere il mio punto di vista, oltre a condividere con voi molte delle informazioni contenute in questo post.
Questo è un articolo che ho scritto da diverso tempo ma che volevo riproporvelo usando questa piattaforma di blogging, poichè si presa meglio alla presentazione dei suoi contenuti.
Iniziamo dal principio o meglio con due parole Mixed-Media (corretta pronuncia mixed-midia) poichè la ‘e’ in inglese in questo caso si pronuncia ‘I’, ecco adesso che l’avete pronunciata o letta se non sono comparsi alieni, vuol dire che non siete appena stati risucchiati appunto da una nave extraterrestre, per sperimenti scientifici, vi sembrerà strano ma è questo che mi succede ogni volta che dico ciò che faccio per vivere, spesso e volentieri infatti mi limito a dire semplicemente che sono un’artista.
Purtroppo il lungo preambolo fatto è reale, perchè è così che è stato visto il mixed media e continua ancora ad essere inquadrato come qualcosa di strano, imperscrutabile, di misterioso e inarrivabile, un po’ quello che successe con un’altra forma d’arte o meglio con quella che gli storici e gli accademici hanno messo sotto la denominazione ‘ Arte Contemporanea’, un grande periodo per la Storia dell’arte che nonostante la presenza di italiani famosi come Fontana, spesso attribuiamo come luogo di appertenenza l’America ovvero la patria di artisti come Andy Warhol e Jackson Pollock i quali scolpivano letteralmente a colpi di pennello e colori lo skyline di New York, qui in Europa sbocciavano i veri rivoluzionari dell’arte contemporanea, figli di quel Wassilly Kandisky che aprì le porte dell’astrattismo, aprendosi così a quegli artisti russi che è poi valso il nome di ‘Avanguardie Russe’, qualche nome ? Malevich, Chagall e Rodchenko.
Tutti loro però devono parte della loro fama ad un altro grandissimo dell’astrattismo che però prese il nome di ‘cubismo’ dal suo padre fondatore che non è altri che Pablo Picasso, quello stesso genio che per scoprire la sua vera musa dovette smettere di dipingere come un adulto e iniziare a farlo mettendosi nei panni di un bambino, ebbene lui è l’ideatore del ‘Papier collage’ se non avete familiarità con il francese lo dirò alla maniera degli americani ‘Art Journal’ e forse questa foto parlerà più di mille parole.

Fu questo secondo molti a contribuire allo slancio stesso e alla fama che ebbe in seguito la pop art di Andy Warhol.
Nel suo papier collage l’artista spagnolo impiega pezzi di giornale, plastica, legno, carta da parati, scomponendo tutto ciò che era alla base della tradizione Picasso ruppe con gli schemi, introducendo pezzi di vita quotidiana nei suoi lavori, ed è quello che farà anche Warhol dopo realizzando e portando nelle case degli americani e delle genti di tutto il mondo, facendo capire a tutti che l’arte non era riservata solo ai ceti alti, ma che faceva parte della vita di tutti, come tutto ciò che fa parte della vita delle persone appunto popolari quindi ‘POP-Art’

Fu un’autentica rivoluzione e fu anche la svolta in ambito di design, ebbe influenza su ogni cosa a livello di marketing osservatelo attentamente vi ricorda qualcosa?

Si avete indovinato è la stessa impostazione che si sceglie quado bisogna pubblicizzare un prodotto, sfondo bianco e prodotto in primo piano.
Ma non finisce qui mentre Pablo Picasso acquisiva coscienza di quella che era effettivamente una novità, i Dadaisti facevano il verso alla Gioconda quella stessa Monnalisa che fu la musa del genio dei geni Leonardo da Vinci, infatti non è cosa dei tempi nostri ma risale al Rinascimento il piglio di mescolare le tecniche pittoriche, dai carboncini, alla tempera, all’olio passando per l’acquerello, il merito di aver dipinto per la prima volta con successo con tecnica mista va sicuramente a Antoon van Dyck, il celebre pittore fiammingo che introdusse nel campo della tempera uno stratagemma che gli permise di far aderire la tempera all’olio, usando il succo di aglio o di cipolla, per poi dipingere la superfice trattata con del colore a tempera diluito con poco olio, i primi medium infatti erano naturali, ciò che oggi viene presentato come diluente o medium all’epoca si facevano in casa, ora che abbiamo tutto a portata di mano non mi spiego tutta questa difficoltà nel reperire i materiali.
Mentre nell’arte contemporanea esattamente nel 1952 veniva creata una delle ultime tecniche pittoriche il Dripping grazie a Jackson Pollock

Il Dripping: consiste nel legare ad una corda un secchio pieno di colore e farlo cadere a caso sulla tela, attraverso dei fori praticati sul secchio, il pittore si legava spesso al soffitto o passeggiava a piedi nudi sulla tela bianca, facendo oscillare il secchio per far cadere il colore.
Oltre al dripping numerose furono le tecniche poi rivalutate sempre secondo la teoria di Picasso che consisteva nella ricerca di quella curiosità che solo un animo puro come quella di un bimbo può avere.
Tra le tecniche contemporanee ricordiamo la ‘Ready made’, il ‘Frottage’, il ‘Grottage’, la ‘Decalcomania’, ‘l’assemblaggio’, il ‘decollage’, la ‘combine painting’, la ‘conceptual art’ e ‘l’happening’, inoltre non dobbiamo mai dimenticare la ‘Street art’ che è sempre figlia dell’arte contemporanea.
Per finire c’è lui il mio artista contemporaneo preferito da cui traggo ispirazione Piet Mondrian seguace del movimento De Stji e fondatore insieme a Theo van Doesburg del ‘Neoplasticismo’.

Tutti gli artisti citati partendo dal Rinascimento fino ad arrivare alla ‘Ready made’, per giungere al ‘neoplasticismo’, sono stati creatori di movimenti che mirano a rompere con la tradizione ed è la stessa cosa che succede nel mixed-media, un crogiuolo di idee, artisti e progetti che non sono solo frutti commerciali, ma che mira ancora una volta a portare innovazione dove già c’era, e visto che termini come ‘Arte contemporanea’ e ‘Arte concettuale’ non fanno più presa sul pubblico (a meno non si è dentro a quel mercato che frutta miliardi di dollari, e possiedi un Rothko allora non devo spiegarti nulla) perchè obsoleti, allora se ne è inventato un altro in linea con le avanguardie tecnologiche del nostro millennio, che non sono più rappresentate da idee e movimenti ma dai social network creati da persone per le persone (Andy Warhol), e quindi popolari, con le parole Mixed-media, hanno voluto reinventare qualcosa che già c’era intoducendolo in qualche modo come qualcosa di nuovo e di fresco ma che ha tutto il sapore e i ricordi di tempi già andati.
Grazie al mondo del craft e alle sue miriadi di aziende molti di noi sono venuti a conoscenza di prodotti e supporti prima inimmaginabili, appunto per non pratica i salotti dell’arte, in qualche modo hanno diviso i due mondi, facendo sembrare il mixed-media qualcosa di diverso rispetto al mondo dell’arte, ma non vi sembra un grosso contosenso?
Mixed-media vuol dire ‘tecnica mista’, da ‘Mixed’ che vuol dire ‘mischiare’ e ‘Media’ che vuol dire ‘medium’ per un artista il medium è il colore, o un qualsiasi ausiliare che permetta di mischiare appunto i colori.
Inoltre c’è da sottolineare un’aspetto non secondario, il mixed media è una delle risposte che l’arte sta cercando di mettere a frutto per quanto riguarda il coniugare arte, design ed ecosostenibilità esatto proprio così la stragrande maggioranza degli artisti nonchè miei colleghi di tutto il mondo, usano anzi usiamo materiali di recupero, investiamo molto nel colore, c’è in merito una ricerca costante inoltre la clientela si fa sempre più variegata, prima c’erano galleristi, magnati, collezionisti d’arte o semplici appassionati ai quali oggi si aggiungono mamme, designer d’interni, arredatori e negozi di ogni sorta, ristoratori e chef alla ricerca del pezzo che farà risaltare quel particolare arredamento.
Per concludere io spero che vi abbia fatto piacere rileggere un articolo leggermente rivisitato, arricchito con qualche foto nuova, in una veste più elegante ma che si apre già una strada sul sentiero che verrà svelata a partire dal nuovo anno.
Spero che seguirete altri miei post in cui affronteremo diverse tematiche sulla storia dell’arte e su nuovi spunti con cui realizzare qualcosa di nuovo e perchè no aggiungere una nuova conoscenza al vostro già ricco bagaglio.
Al prossimo post !
Grazie per tutte queste informazioni molto interessanti, da te imparo sempre qualcosa di nuovo. Mi piace molto l’idea del dripping credo si realizzino quadri impossibile da ricreare
LikeLike
Questo è vero, mi fa piacere sapere che sei un’attenta osservatrice.
LikeLike
Mi piace tantissimo leggere questo tuo genere di articoli, é come se apristi dei cassetti nella mia memoria, che pensavo di aver perso. Quando parli di Picasso, potevo vedere il mio professore di storia dell’arte fare su e giù per la stanza con il libro in mano, spero di leggere un altro tuo articolo sull’arte al quanto prima.
LikeLike